Monumenti e luoghi di interesse di Fasano

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Chiesa di Santa Maria della Grazia

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La chiesa di Santa Maria della Grazia, detta anche Madonna delle Grazie, o anticamente Madonna dell'Arco, è una chiesa di Fasano, in provincia di Brindisi. Secondo la tradizione è la chiesa più antica di Fasano.

Era una chiesa alle porte dell'attuale centro storico. Di forma rettangolare, sull'altare in pietra, campeggia un affresco raffigurante la Vergine delle Grazie con il Bambino e angeli e anime purganti. Sulla parete laterale sinistra vi sono tracce di affreschi, molto lacunosi nella parte inferiore. Sono riconoscibili due dipinti: una Sacra Conversazione della Vergine e San Giuseppe al cospetto della Trinità. In particolare, dinanzi alla Sacra Conversazione, risulta ancora leggibile un profilo di monaca, presumibilmente inginocchiata, senza segni evidenti di aureola. Data la stretta vicinanza topografica all’ex Monastero carmelitano di S. Giuseppe (rimane il coro e qualche locale nella reintitolata chiesa di Maria Santissima del Rosario), dove visse una Venerabile, Madre Rosa Maria Serio (1674-1726), figlia spirituale di S. Maria Maddalena de' Pazzi non si può escludere che si trattasse di un riferimento ad un episodio presente nella Vita (Gentili, 1738) di questa monaca della quale, dal 1728, si aprì il processo canonico per una eventuale beatificazione.

Sulla superficie di queste pitture furono sovrapposti strati di calce e al centro un altro dipinto realizzato all'inizio del XX secolo dal pittore locale Ferdinando Schiavone, che raffigura la famosa battaglia del 2 giugno 1678 (La Scamiciata), con l'effigie della Madonna che appare nel cielo per proteggere la città, così come vuole la leggenda popolare[1]. Il dipinto è stato rimosso nel 1978 per essere restaurato.

Esistente già nel 1696 è posta di fronte all'ex convento delle monache. Detta anticamente Chiesetta della Madonna dell'arco poiché in tempi antichi venne aperto un varco nelle mura, accanto ad essa, per mettere in comunicazione il convento con il centro cittadino. Aveva un campanile ed una cappella.

Chiesa di San Giovanni Battista

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Storia

La chiesa sorge sopra un “antico tempietto”, demolito intorno al 1330 per dar spazio ad una struttura sacra più grande e degna della città e venne dedicata a san Giovanni Battista, patrono della città. Venne aperta al culto nel corso del Seicento, dopo lunghi lavori di costruzione, e i rifacimenti e le decorazioni furono curati anche in epoca successiva.

Il campanile

Il campanile, a sinistra della facciata, è alto 34 metri, a 3 piani, con base quadrata e venne edificato in stile barocco su disegno di Magaletti ed era stato ultimato nel 1763 con un coronamento "a cipolla". Il coronamento venne distrutto da un fulmine il 15 febbraio 1897. Vennero demoliti il secondo piano e il coronamento e furono iniziati dei lavori per una ricostruzione che, prevedeva una struttura più alta e massiccia mai completata. Al suo interno sono custodite ben 9 campane, tra cui il cosiddetto "campanone" dedicato alla B.V. Immacolata e a San Nicola di Bari, risalente al 1763.

Esterno

La facciata esterna è in tufo locale e di stile tardo rinascimentale, divisa in tre sezioni da due ordini di semicolonne, e arricchita da 4 nicchie e da un rosone, prezioso capolavoro di scultura artigianale e ricco di decorazioni, molto somigliante al rosone della chiesa di San Domenico in Monopoli; infatti le facciate di entrambe le chiese presentano molte peculiarità. Il timpano è sormontato da una statua in pietra di San Giovanni Battista, patrono di Fasano. Al culmine delle semicolonne vi sono le statue di (partendo da sinistra): San Francesco d'Assisi, San Nicola di Bari, Santo Vescovo (Sant'Agostino?), San Francesco da Paola. Il portale principale è interamente in pietra, ed è formato da un telaio dalle forme classicheggianti, e ai lati vi sono due semicolonne poste su due plinti. L'Architrave è sormontata da un timpano dove al centro vi è un bassorilievo della Madonna odegitria, con due cherubini ai lati. Sul portale inoltre è possibile leggere l'importante iscrizione "POPVLI CLERIQUE MAGNIFI-CENTIA EXTRVCTVM 1600" che ne attesta l'apertura al culto. Importante è anche lo stemma posto al di sotto del rosone. Nello stemma sono presenti il Faso e l'agnello posti sotto la croce dei cavalieri di Malta feudatari della terra a cui spettavano entrambi i poteri civili ed ecclesiastici. Il faso e l'agnello stanno a significare il forte volere della città (faso) e del clero cittadino ("Agnus Dei" da attribuire a San Giovanni Battista, in quanto titolare della terra e della chiesa priorale collegiata) di questo importante luogo di culto.


Interno

È lunga circa 53 metri, larga 12 e alta 13. L'interno è a croce latina a tre navate suddivise da pilastri, con doppio transetto. All'incrocio tra la navata centrale e il primo transetto, sorretta da quattro pilastri, vi è una cupola ovoidale alta circa 20 m con un diametro di 8. Ai margini della cupola Si conservano affreschi sulla volta della navata centrale: Aronne sacrifica il toro, Innocenzo III che compie il sacrificio eucaristico, Gesù consegna le chiavi a Pietro, Mosè riceve le tavole della legge. Le tele di artisti locali sono collocate lungo "i resti" degli altari laterali, nella cappella del Santissimo Sacramento e in sagrestia. Al di sopra del presbiterio si trova il cosiddetto "Cappellone", che ospita le canne dell'organo e al centro la statua della Madonna di Pozzo Faceto . Nelle decorazioni sono presenti lo stemma cittadino con la croce di Malta e raffigurazioni dell'Agnello, simbolo di san Giovanni Battista. Il pavimento in marmo (1910) copre i resti dell'antico cimitero. Infatti sotto la chiesa si trovano numerose camere sepolcrali. Al posto delle navate laterali, in origine si trovavano delle cappelle, affidate a famiglie nobili o a confraternite, delle quali si conservano alcune tele ottocentesche di artisti locali e un grande altare ligneo ricco di sculture e decorazioni, dove, si racconta, i fasanesi si recarono a pregare la Vergine durante le invasioni turche.

Tra gli arredi musicali vi sono 2 organi a canne, uno collocato sul "cappellone" sopraelevato realizzato tra gli anni 60-70 dalla ditta organaria "Ruffatti" a due tastiere e una pedaliera, mentre l'altro è collocato nell'oratorio/cappella del Santissimo Sacramento. Quest'ultimo è un "Petillo" realizzato nel 1914/15.

Chiesa delle Anime del Purgatorio

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La chiesa delle Anime purganti è una chiesa tardo-barocca di Fasano in provincia di Brindisi.

Venne eretta nel 1696, così come è dimostrato dal cartiglio presente sull'architrave del portone principale, su commissione della confraternita del "Pio Monte del Purgatorio". Il primo restauro risale al 1776.

La chiesa presenta numerose decorazioni barocche, un'unica navata, un altare maggiore in marmo polìcromo di scuola napoletana, dipinti su tela e affreschi, un coro ligneo e un organo posto su una balconata lignea, tutti del XVIII secolo.

Gli altari laterali sono intitolati a san Nicola da Tolentino e al Cristo Morto (con simulacro in cartapesta ottocentesco), a san Michele e all'Addolorata (con la statua portata in processione la notte del Venerdì Santo e oggetto di grande venerazione).

In sacrestia sono conservati un busto ligneo di San Francesco da Paola e il "tesoro della confraternita", corredo liturgico in argento.

Chiesa di Sant'Antonio Abate

Agli inizi del Seicento il clero di Fasano donò ai Frati minori osservanti un orto dove con autorizzazione di papa Clemente VIII venne edificato, per munificenza delle famiglie benestanti della città, un convento per 12 frati. Assieme al convento fu edificata anche una cappella dedicata alla santa Vergine Immacolata, da cui sorse anche una omonima confraternita.

Successivamente al convento venne edificato il chiostro decorato da affreschi con i Fioretti di san Francesco, e quindi una nuova ala, adibita a scuola elementare e scuola per la preparazione agli studi superiori, ed infine una foresteria.

Nel 1753 venne ultimato l'ampliamento della chiesa e questa venne consacrata

Alla fine dell'Ottocento la chiesa subì un crollo al termine dei lavori, che durarono due anni, il convento aveva cessato la propria attività, in seguito alle soppressioni degli ordini religiosi nel Regno d'Italia: gli edifici del convento furono riutilizzati come scuola elementare, fino alla completamento della scuola Collodi nel 1927 nei pressi delle fogge[1], mentre la chiesa divenne proprietà della confraternita dell'Immacolata.

Per la presenza della chiesa, l'attuale corso Vittorio Emanuele era denominato il Corso di Sant'Antonio.

Il 25 marzo del 1924 la chiesa divenne parrocchiale, con parroco Don Donato Di Ceglie la seconda della città dopo la chiesa matrice e furono i parroci che si sono succeduti a regolare i successivi rapporti tra la parrocchia e la confraternita.

Negli anni successivi la chiesa fu ancora interessata da lavori di ampliamento, modifiche e restauri. Il parroco Sante Perna si occupò della costruzione dell'orfanotrofio dell'"Istituto del Sacro Cuore", mentre il suo successore Nicola Carbonara istituì nel 1954 l'oratorio "Villaggio del fanciullo", che ebbe il sostegno di padre Pio e di papa Pio XII.

Nel 2008 la chiesa è stata interessata da un grosso lavoro di restauro caratterizzato dal ridimensionamento interno, ricolorazione e risanamento dei muri perimetrali riportando al vecchio splendore l'edificio e le opere d'arte in esso presenti.

Chiesa di San Nicola

La chiesa di San Nicola è una chiesa edificata fuori dalla cinta muraria della città di Fasano per volontà del nobile Donato Antonio Paternò nel 1596. Il committente lasciò inoltre espresso sul suo testamento la volontà di dedicare la chiesa al santo di Myra, e per la causa donò 700 ducati di diverse monete.

Nel 1887 la chiesa diventò di proprietà del principe Vincenzo Telesio, che la restaurò dedicandola alla Vergine del Rosario come voto di ringraziamento per la guarigione della moglie.

Successivamente la chiesa passò in cura alla confraternita di Maria santissima del Rosario, che la custodisce ancora oggi assieme all'omonima chiesa.

Tra le opere presenti vi sono un altorilievo in pietra rappresentante San Nicola, un organo ottocentesco e statue in cartapesta di produzione leccese (San Domenico, Cristo Risorto, Santa Caterina e i Santi Medici Cosma e Damiano).

Feste religiose


Durante i quattro giorni della festa patronale, dedicata a Maria santissima del Pozzo e a san Giovanni Battista, a causa della sua posizione centrale nella piazza Ciaia, la chiesa ospita le immagini dei santi. Le celebrazioni si aprono e si chiudono con la traslazione delle immagini e la consegna della chiavi della città presso la chiesa.

Ogni anno presso la chiesa di San Nicola viene inoltre organizzata dalla confraternita la festa dei Santi Medici, il cui culto è particolarmente diffuso nel territorio circostante e comprende il pellegrinaggio a piedi al santuario di Alberobello.

Chiesa di San Francesco da Paola

Storia

La chiesa sorse nel XVII secolo, all'esterno delle mura cittadine, insieme all'ospizio dei Minimi: questo era un monastero nel 1716, soppresso nel 1806, e adibito a ospedale nel 1813. Oggi tutto il complesso conventuale fa parte dell'ospedale civile “Umberto I”. L'ultimo restauro generale risale 1974.

I lavori della chiesa vennero ultimati nel 1683, ma nel 1740 l'edificio sacro fu ampliato da padre Paolo Guarini. Nel 1870, la chiesa venne completamente restaurata.

La chiesa è stata sede provvisoria, dal 1972 al 1986, della parrocchia di Santa Maria della Salette, in attesa dell'apertura dell'omonima chiesa costruita in una zona di recente urbanizzazione.

Leggenda

La leggenda vuole che questa chiesa sia stata voluta da un soldato fasanese, Leonardo Carrieri, arruolato nell'esercito spagnolo, che per sfuggire alla morte, fece un voto a san Francesco da Paola. Tornato in Italia diventò frate nel monastero dei Paolotti di Monopoli prendendo il nome di fra' Fortunato, e iniziando successivamente l'edificazione della chiesa alle porte di Fasano.

Descrizione

La facciata anteriore presenta sulla cima una statua in pietra di San Francesco da Paola.

L'interno della chiesa è formato da un'unica navata con transetto e cappelle laterali. L'altar maggiore in fondo alla chiesa, è dedicato alla Vergine de La Salette è opera di un artigiano locale del 1882. Fu un cappellano paolotto a importare a Fasano, alla fine dell'Ottocento il culto della Vergine apparsa, secondo la leggenda, nel paesino de La Salette in Francia.

L'ingresso è sovrastato da un baldacchino in legno e un organo a canne del 1876. Al centro della chiesa domina il pulpito in legno settecentesco. I dipinti presenti sulla cupola sono del 1928 caratterizzati da otto spicchi raffiguranti le Beatitudini e quattro pennacchi con le immagini degli evangelisti.

Gli altari in pietra e stucco delle cappelle laterali sono di scuola napoletana o pugliese (del XVII secolo). Gli altri altari a destra presentano: la statua della Pietà (portata in processione il Venerdì Santo), e le tele della Madonna del Carmine, della Crocifissione e del Passaggio di san Francesco di Paola sullo stretto di Messina, quelli a sinistra: l’Assunzione, la Madonna del Pozzo, Santa Lucia e San Michele. In sacrestia vi sono altre tele, raffiguranti la Natività e Cristo crocifisso.

Chiesa di Maria Santissima del Rosario

La chiesa Maria santissima del Rosario è una chiesa di Fasano, in provincia di Brindisi. Antico convento delle monache carmelitane, detto impropriamente "teresiane", costruito nel 1628, oggi il suo antico chiostro è luogo centrale della vita cittadina.



Storia

In origine la chiesa faceva parte del monastero seicentesco di San Giuseppe, di proprietà delle monache carmelitane di clausura. La storia del monastero cominciò nel 1604 quando Giovanni Calefati dispose per testamento il lascito di duemila ducati da impiegare nella costruzione di un monastero di “Donne Monache” a Fasano. Pochi anni dopo iniziarono i lavori per la costruzione della chiesa e dei locali annessi, la costruzione del fabbricato però si interruppe per mancanza di fondi. Nel frattempo (1681), le due germane di origine spagnola Palma e Francesca La Itta y Loio fondarono il Conservatorio di terziarie teresiane e in un decennio le religiose raggiunsero le trenta unità, accrescendo con la loro dote il patrimonio del Conservatorio. Ben presto la casa dei La Itta si rivelò inadeguata ad accoglierle tutte, per cui il Parlamento dell'Università di Fasano cedette alle suore il convento ancora incompleto da 85 anni. I lavori di completamento e ristrutturazione sono documentati fino al 1774.

Il 3 maggio 1694 le suore s'insediarono con grande solennità nel Monastero, alla presenza una numerosa folla di cittadini. Dopo l'insediamento, la Priora chiese al Papa di rendere di clausura il Convento, così nel 1698 Innocenzo XII dispose che il Conservatorio diventasse Monastero Carmelitano sotto il titolo di San Giuseppe, non secondo lo stile teresiano ma sotto la protezione della carmelitana fiorentina S. Maria Maddalena de' Pazzi. In esso visse una Venerabile, Madre Rosa Maria Serio (1674-1726), sua figlia spirituale. Della Madre Rosa Maria è possibile esista un richiamo in un affresco, molto danneggiato, nell'antica chiesa di Santa Maria della Grazia.

Nel 1873, dopo la proclamazione dell'Unità d'Italia, le leggi dello Stato sopprimono le Congregazioni religiose, incamerando nelle proprietà statali il loro patrimonio. Il monastero, divenuto proprietà del demanio, viene dato al Comune di Fasano. Alle monache è consentito di rimanervi fino al 4 dicembre 1908 in attesa di nuovi ordini, ma l'età avanzata e le malattie le costringono a chiedere al Papa nel maggio 1908 il permesso (accordato con Decreto del 1º giugno successivo) di uscire dal Monastero prima della scadenza.

Nel 1908 le monache lasciarono il monastero e tre anni dopo venne ceduto dal comune alla confraternita del Santissimo Rosario, la stessa che ha in custodia la chiesa di San Nicola. Nel 1919 il chiostro del convento subì modifiche e restauri divenendo una piazza nella quale fu ospitato il mercato ortofrutticolo (piazza del Mercato Coperto) e venne dotato di una fontana marmorea in stile littorio al centro tra due lunghi porticati. Nel 2004 la struttura è diventata una galleria commerciale chiamata "Portici delle Teresiane".

Descrizione

La chiesa presenta l'interno ad unica navata e conserva alcuni elementi claustrali (delle grate e un'apertura nel muro per la distribuzione della comunione alle monache che assistevano alla messa nel coretto, oggi adibito a sacrestia).

L'altare principale è dedicato alla Madonna del Rosario, la cui immagine, realizzata nel 1656 dalla popolazione per voto in seguito al salvataggio da una pestilenza, è situata in una nicchia in vista.

Le nicchie laterali ospitano altre sculture: a sinistra san Vincenzo Ferrer, i Santi Medici e Gesù nell'orto (statua portata in processione durante i riti della Settimana Santa); a destra Madonna Addolorata, Madonna del Carmine e Gesù Bambino di Praga, quest'ultimo vestito di un abito opera di sarte e ricamatrici locali.

Nella chiesa vi sono anche dipinti di scuola napoletana, tra le quali una tela di San Francesco che riceve le stimmate e un grande affresco che raffigura la Pentecoste.

Chiesa di San Giuseppe

San Giuseppe è una chiesa di Fasano, in provincia di Brindisi.

Si trova sul fianco sinistro della chiesa matrice e risale agli inizi del Novecento: venne consacrata nel 1923 ed è oggi destinata a sala per incontri culturali.

L'interno presenta un ambiente di stile neoclassico, arricchito nel 1994 con sei vetrate realizzate con tecnica “tiffany” da un artista locale, rappresentanti i Quattro Evangelisti, San Giuseppe col Bambino in braccio, e una Croce con la spiga di grano e l'uva.

La chiesa ospita inoltre la grande tela (270 cm x 202 cm) raffigurante la Morte di san Carlo Borromeo, commissionata dal nipote del balì di Santo Stefano per la chiesa matrice ad un anonimo pittore locale. Fu dipinta in stile tardo cinquecentesco ed era in passato custodita nella cappella dedicata al santo nella chiesa matrice. È stata ritrovata in un locale parrocchiale e restaurata nel 1993, per essere quindi sistemata nell'attuale collocazione.

Chiesa di Santa Maria Assunta

La chiesa di Santa Maria Assunta è una chiesa di Fasano, in provincia di Brindisi.

Situata sul fianco destro della chiesa matrice è una piccola chiesa barocca, con campanile con coronamento "a cipolla". Venne edificata nel 1727 su sottoscrizione di re Ferdinando IV.

Nel 1999 è stata integralmente restaurata.

L'altare principale è dedicato alla Madonna Assunta in Cielo, con un gruppo scultoreo di angeli. Le nicchie laterali custodiscono le statue di San Vincenzo, dell'Addolorata, di Santa Rita e di Gesù morto (statua portata in processione durante i riti della Settimana Santa).

Fra i dipinti su tela conservati ci sono: una Presentazione di Gesù Bambino al Tempio, la Visita di Maria a Elisabetta, Maria in ritiro al Tempio, l’Annunciazione, le Anime purganti e Maria Assunta (alcune opere molto probabilmente provengono dalla ormai distrutta chiesa della Madonna del Castello).

Chiesa di San Francesco d'Assisi

San Francesco d'Assisi è una chiesa parrocchiale di Fasano in provincia di Brindisi, costruita nel 1885 per commissione del Terzo ordine francescano.

Presenta un'unica navata e una facciata coronata da timpano.

L'altare principale è dedicato a san Francesco di Assisi. Conserva statue in cartapesta salentine, tra cui l'Ecce Homo, portato in processione durante i riti della settimana santa), la Desolata, Santa Chiara e la Madonna della Croce. Quest'ultima, in seguito ad un decreto vescovile che metteva al bando le statue dei santi con abiti in stoffa, fu spostate nella cappella cimiteriale dei terziari francescani, dove venne dimenticata fino a quando apparve in sogno ad una devota e fu riportata in chiesa dopo un accurato restauro.